La Bella e la Bestia

Film d’animazione prodotto dalla Walt Disney
Musiche : A.Menken
Anno 1991


E' la vigilia di Natale: all'interno del castello Belle vuole riscaldare l'atmosfera con decorazioni natalizie - pur sapendo che la Bestia non ama festeggiare il Natale. Ma prima ancora che i festeggiamenti abbaino inizio, Belle e i suoi amici Tockins, Lumière, Mrs. Bric, Chicco e Angelique, la bellissima e scontrosa decorazione natalizia, scoprono che Maestro Forte, il malvagio organo, un tempo cerimoniere del castello, insiema al suo assistente Fife, uno squillante ottavino, trama un piani diabolico contro di loro. Solo grazie alla perseveranza di Belle, la Bestia capirà il vero significato del Natale!

Primo ed unico cartone animato della storia del cinema ad essere candidato all'Oscar per miglior film, “La Bella e la Bestia” è forse l'ultimo grande capolavoro degli studi Disney, sebbene la discussione su quali siano i titoli migliori non abbia mai avuto fine. Tutto è perfetto, tutto ponderato, e i compositori di Broadway che avevano mosso i primi passi ne “La Sirenetta” giungono qui all'apice della loro carriera donando, con le loro composizioni, un'anima ad una bestia, come molti critici hanno scritto. La sceneggiatura non presenta punti deboli particolarmente evidenti e, laddove si possano individuare, lo spettatore viene coinvolto al punto da non prestarvi particolare attenzione. La storia è scorrevole e il ritmo della narrazione è sempre ben calibrato. La musica non è mai fine a sé stessa ma è co-protagonista e danza con i personaggi principali, tutti ottimamente caratterizzati, descrivendoli e mostrando in brevissimo tempo quello che lo spettatore non avrebbe potuto capire neanche guardando una pellicola di durata superiore alle tre ore. Si pensi al primo impatto con Belle: basta una canzone di due minuti per avere l'impressione di conoscerla da sempre. Con una differente colonna sonora, molto probabilmente la pellicola non avrebbe meritato il successo avuto.”La Bella e la Bestia” è la storia d'amore per antonomasia. Forse alcuni potranno criticarla di troppo buonismo, ma non vanno tralasciati alcune controtendenze rispetto ai cliché del genere: per la prima volta, ad esempio, il cattivo non è una persona di brutto aspetto, quasi a suggerire come il male si annidi anche in coloro che sono lodati e amati da tutti. Fiumi di inchiostro si dovrebbero poi spendere sui valori suggeriti da questo film, valori universali, valori in cui tutti dovrebbero riconoscersi. Un must per tutti gli amanti del buon cinema, un film senza età in grado di commuovere ancora nonostante i quasi venti anni.



la bella